I volti di Dario Mellone

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Avvicinarsi ad un Artista, a pochi centimetri dalle sue opere, scatena emozioni e riflessioni profonde che nessuna immagine riprodotta può destare.

L’opportunità di farlo in un contesto dedicato esclusivamente a lui, quale è Villa Rescalli – Villoresi amplifica questa condizione.

Dario Mellone è senz’altro un artista ribelle da annoverare tra i filosofi dell’arte, perchè è stato in grado di anticipare delle tematiche proprie della Transavanguardia e che, prima, erano passate in sordina nella stessa Avanguardia, movimenti più o meno spontanei, ma sempre supportati da critica e diffusione mediatica, talvolta interessata .

La sua unicità è la ribellione a stereotipi contemporanei e futuri, guidata da una capacità tecnica e di gestione del disegno difficilmente riscontrabile.

Comunicare questa sua ribellione, senza tagliare tele o stravolgere in maniera surreale l’architettura dei suoi lavori, ha contribuito in noi, lettori della sua arte, a mitigare quel sentimento d’ansia che spesso altri artisti ci impongono.

Ansia che certamente lo circondava nello sviluppo di quella che era ed è la città italiana più importante per lo sviluppo industriale e non solo, ma dalla quale non si è fatto sopraffare.

Lo dimostra la chiara visualizzazione dei meccanismi industriali e metropolitani riportati in tela o su lavori tridimensionali, sfidando la costruzione che ne veniva fatta anche oltre Oceano e riuscendo a tenersi lontano da qualsiasi rimembranza simbolista.

Nelle sue figure dipinte, soprattutto nelle teste, non si percepisce alcuna drammaticità o inevitabile surreale, ma la sfida, nella trasfigurazione comunicata, dell’elemento umano che rimane immobile, ironico, davanti alla trasformazione dei tempi.

La macchina non è il nemico dell’uomo ma accrescitrice di potere che si fonde con lui.

La superiorità dell’uomo è palese e soprattutto la consapevolezza della superiorità dell’anima in tutte le circostanze creative dell’Arte.

Questa è la vera ribellione.

Dario D’Auria