Biografia

“Le città del futuro non intendono prefigurare ipotetiche città avveniristiche, ma si pongono come immagine del disordine tecnologico... configurando un habitat immaginario in cui si ipotizza la simbiosi dell'uomo e della macchina.”DARIO MELLONE

Dario Mellone è nato a Bologna nel 1929 ma è arrivato a Milano ancora bambino insieme ai genitori.

Dopo la maturità scientifica e un personale percorso di iniziazione intellettuale condotto nella libreria della madre in piazza Missori, si iscrive all’Accademia di Brera, dove frequenta le scuole serali, lavorando nel frattempo per diverse case editrici come grafico e disegnatore. L'Arch. Giò Ponti scopre il talento precoce di Dario Mellone e pubblica i suoi disegni sulla rivista Domus.

Nel 1950 avviene il decisivo incontro con Dino Buzzati, che gli offre di collaborare al paginone della Domenica del Corriere, eseguendo illustrazioni di architettura e disegni di piazze d’Italia. Incomincia così quel rapporto con il mondo dei giornali, della cronaca e dell’attualità che Dario Mellone coltiverà tutta la vita e che determinerà tanta parte delle sue amicizie e della sua immagine pubblica.

Nello studio di via San Marco nascono così cicli sorprendenti e tempestivi di opere delle seconde avanguardie che raccontano la difficile vicenda dell’umanità nell’epoca del predominio tecnico e meccanico: Figure nello spazio (1965-66), Uomini-prigione (anni Settanta), conturbanti Teste polimateriche e affascinanti Città-robot (1973-75).


Figure nello spazio (1965-1966)

Il punto di partenza è un "realismo esistenziale" ricco di contaminazioni informali, in cui le figure umane appaiono isolate e sospese in spazi indefiniti.

Se lo spazio fosse assunto in senso metafisico, come sistema di riferimento di fenomeni illusori, ci apparirebbe come il grande schermo della contemplazione, il luogo delle nostre immagini (quelle del pensiero) e si configurerebbe come spazio mentale e recesso dell’inconscio.” DARIO MELLONE

 


Strutture Cellulari (1966-1969)

Segna un punto di rottura fondamentale. Mellone abbandona la figura per riflettere sui meccanismi di propagazione della vita. Usa la tecnica dell'all-over (una stesura su tutto il campo visivo senza un centro compositivo) impiegando cartone ondulato, smalti e alluminio per simulare il tessuto biologico e cellulare.

“Il sistema cellulare si propone di analizzare quegli aspetti di natura biologica che costituiscono un elemento di sostanziale corrispondenza tra la struttura della materia e l'esteriorità della forma, tra la visione di una realtà dilatata e il mondo delle percezioni immediate. Ciò lascia supporre quanto sia parziale il margine di conoscenza offerto dall'aspetto esteriore dei soggetti: l'individuo riconosce se stesso, il proprio corpo, solo nella sua immagine apparente, reale o illusoria, e stenta ad identificarsi con quel mondo invisibile, ma non per questo inesistente, che gli appartiene totalmente e del quale ne è il simbolo e la funzione.”DARIO MELLONE

 


Metaplastici e Figure Biomorfe (1970-1972)

L'interesse per la scienza si fa materico. Introduce cavetti di plastica e assemblaggi tridimensionali, creando forme che ricordano organismi ibridi tra il biologico e il sintetico (le cosiddette sculture "morbide").

"Le figure biomorfe rappresentano delle forme embrionali artificiali, simili alle creature di laboratorio. Come tali possono assumere forme diverse da quella originale, attraverso variazioni d'immagine che ne determinano la mutazione. Nate dall'artificio si propongono di dare forma all'artificio e sono quindi l'oggetto-in-atto di una realtà virtuale: esercitano una funzione conoscitiva che si potrebbe svelare soltanto percorrendola nel suo futuro." DARIO MELLONE

"La tridimensionalità già conquistata dalle figure biomorfe, trova nei metaplastici, una nuova e icastica complessità suggerita dal rapporto tra le forme e il loro riflesso. Organismi nuovi e autonomi, da un lato caratterizzati da effetti di dinamismo destinati a suggerire ipotesi di mutazioni, dall'altro vere ambientazioni spaziali. E non si tratta di un'invasione metaforica o puramente concettuale ma fisica quasi si trattasse della genesi di nuove forme vitali, di cui talora Mellone ricerca, come nei Tracciati plastici, le linee di forza, cavi ad alta tensione emotiva, capaci di generare 'l'energia elettrica' del groviglio umano." PAOLO BISCOTTINI

 


Città del Futuro e Città-Robot (1973-1974)

Opere dalle forti atmosfere fantascientifiche. L'ambiente urbano non è più a misura d'uomo, ma diventa un paesaggio puramente meccanico, un gigantesco ingranaggio.

“Le città del futuro non intendono prefigurare ipotetiche città avvenieristiche, ma si pongono come immagine del disordine tecnologico, riscontrabile soprattutto nel presente, e configurando un habitat immaginario in cui si ipotizza la simbiosi dell’uomo e della macchina. Costituiscono un ‘paesaggio organico’ , le cui componenti, seguendo un processo inverso a quello del mimetismo, assumono forme e attitudini simili a quelle degli esseri biomorfi che lo abitano. In questo senso è possibile intravvedere come lo sviluppo indiscriminato del tecnicismo, generando un processo di automatismo nell’uomo, potrebbe in futuro consentire anche alla macchina di appropriarsi di stimoli e di comportamenti propri degli esseri animati.” DARIO MELLONE


Mutanti (1975-1976)

La logica conseguenza della città-robot. Il corpo umano si ibrida con la macchina, subendo una mutazione fisica per poter sopravvivere nel nuovo habitat artificiale.

"La tendenza sempre più radicata verso l’integrazione dell’individuo nelle strutture del sistema e la conseguente spinta espansionistica verso modelli ideologici totalizzanti, hanno determinato la formazione di nuovi miti che si sono inseriti nel corpo sociale in modo illusorio. La mutazione che l’uomo subisce nell’adeguarsi al predominio della tecnologia e delle nuove convenzioni sociali comporta una deformazione morfologica della sua immagine, costruita con mezzi espressivi specifici che consentono di mettere a nudo la sostanziale mistificazione che si cela sotto la maschera del sistema: standardizzato, robotizzato, fuorviato dalla sua natura, l’uomo dimostra la condizione di artificiosità verso cui il processo di “civilizzazione” lo ha sospinto." DARIO MELLONE

 


Guerriglia Urbana (1973-1979)

Parallelamente alle riflessioni sulla fantascienza, Mellone documenta le nevrosi del suo tempo presente. Tele dedicate ai contestatori, agli scontri di piazza e alle "statali occupate". La tensione politica e l'aggressività collettiva diventano i nuovi soggetti.

Laboratori Terapeutici (1977-1979)

Indaga le "prigioni" invisibili della mente e della società contemporanea, rappresentando spazi di confinamento psicologico e fisico ("Uomini-prigione").

"I laboratori terapeutici rappresentano le camere dell’automazione, gli interni operativi della simbiosi elettronica e biologica in cui si attuano immaginari interventi di ingegneria genetica. Superato il labile confine tra realtà e artificio, i laboratori raffigurano ipotetiche catene di montaggio per la produzione seriale di esseri robotizzati di androidi privi di una propria identità." DARIO MELLONE


Astratto gestuali, Teste e Custodi della Memoria (1989-1999)

Nell'ultimo decennio della sua vita, Mellone torna a una pittura estremamente materica e intensa. Le Teste umane, spogliate di ogni elemento superfluo, diventano i veri "custodi della memoria" di un'umanità che ha attraversato il secolo della tecnica. Sono variazioni pittoriche ricchissime che raccontano la solitudine e la fragilità dell'uomo moderno.

Dell’uomo resta ben poco, ma il vigore della pennellata non cancella la sembianza, anzi, in qualche modo l’accentua e la enfatizza. L’esperienza della figurazione protratta fino agli estremi confini dell’oggettività lascia il posto ad un nuovo ed inedito stato di ebrezza, nel quale il gesto acquista un’autonomia totale e una forza effusiva.


Grafiche

Il guasto all'Apollo 13
Il guasto all'Apollo 13, 16 aprile 1970

Cronista Visivo e Pioniere dell'Infografica

Spiegare la complessità: il perché delle sue illustrazioni
Tra il 1967 e il 1992, Dario Mellone ha ricoperto il ruolo di vero e proprio inviato speciale per il Corriere della Sera, operando in uno spazio visivo dell'informazione precluso a fotografi e giornalisti. Il suo ruolo era essenziale per colmare i limiti tecnologici e narrativi dei quotidiani dell'epoca, i quali erano privi di computer e di strumenti come il rendering 3D. Il lavoro di Mellone rispondeva alla necessità di rendere visibile l'inaccessibile e di decodificare informazioni complesse. Egli illustrava eventi storici e di cronaca che la fotografia non poteva catturare, o perché troppo rapidi, o perché avvenuti in luoghi inaccessibili, fornendo ai lettori le chiavi per comprendere la notizia. Le sue tavole, infatti, non si limitavano a decorare gli articoli, ma li spiegavano sezionando la realtà.

I temi e le sfide della rotativa: come lavorava
Mellone metteva in pratica il suo lavoro operando in un regime di urgenza assoluta, costretto a progettare ed eseguire l'illustrazione in tempo per le chiusure del giornale, senza margine per bozzetti prolungati.

Attraverso un uso magistrale della china, della prospettiva e dei retini tipografici, Mellone riusciva a "sezionare" la realtà. Le sue tavole non decoravano la notizia; la spiegavano.
Tracciando traiettorie, indicando angolazioni e rivelando l'interno delle strutture, ha fornito ai lettori le chiavi per comprendere visivamente eventi storici di portata mondiale.


Copertina del libro Da Milano alla LunaOggi gli originali di queste illustrazioni sono conservati presso le Civiche Raccolte Achille Bertarelli di Milano.

Se vuoi vederle nel dettaglio, l'intero lavoro di Mellone per il quotidiano è stato recentemente ricostruito incrociando i disegni con gli articoli originali dell'archivio del Corriere.

Il risultato è l'antologia illustrata "Da Milano alla Luna" (Skira, 2020), che raccoglie il meglio della sua produzione giornalistica.

La strage di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969


Rievocazione Tazio Nuvolari nel 1936 al Castello Sforzesco sul Corriere del 4 ottobre 1986


Progetto NFT

L'Arte Incontra l'Innovazione - Il Progetto NFT della Fondazione Dario Mellone

All'interno della storica Villa Rescalli Villoresi a Busto Garolfo (MI), il Museo Dario Mellone abbraccia le potenzialità del Web3. Il progetto crea un ponte innovativo tra la pittura materica del Novecento e la frontiera dell'arte digitale, mettendo la tecnologia al servizio della memoria storica. Lontano dalle logiche della pura speculazione finanziaria, il progetto nasce con una forte vocazione etica e culturale per rispondere a due necessità fondamentali:

  • Finanziare la conservazione: I proventi generati dall'ecosistema digitale sono interamente destinati alla manutenzione, al restauro e alla salvaguardia delle 70 opere fisiche e della stessa villa seicentesca.

  • Democratizzare l'arte: Abbattendo le barriere economiche e geografiche, l'iniziativa permette a chiunque nel mondo di diventare un "micro-collezionista", sostenendo attivamente il patrimonio culturale.

Per trasformare questa visione in realtà, la Fondazione ha collaborato con la piattaforma specializzata AerariumChain, sviluppando un processo tecnologico rigoroso in tre fasi:

  1. Scansione 3D ad alta precisione: Tecnici specializzati (gli "Artmen") hanno digitalizzato le opere fisiche creando dei "gemelli digitali" iperrealistici, capaci di restituire a schermo ogni singola pennellata e texture materica.

  2. Notarizzazione in Blockchain: Ogni modello 3D è stato registrato in modo permanente e immutabile sulla blockchain. Questo registro pubblico garantisce l'autenticità assoluta del file e lo lega inequivocabilmente all'opera originale.

  3. Emissione di NFTMicro: I gemelli digitali sono stati frazionati in gettoni crittografici accessibili a tutti (a partire da pochi centesimi). L'acquisto di un NFTMicro conferisce un certificato di sostenitore ufficiale e una chiave crittografica per esplorare privatamente l'opera in 3D.


Clicca per guardare il video su YouTube

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Interventi Critici

Fra umanesimo e tecnologia

di Paolo Biscottini

La revisione del XX secolo è iniziata ancor prima che esso terminasse. E del resto è noto che la rilettura del tempo ci consente l’identificazione di cronologie del tutto indifferenti allo sviluppo storico degli eventi. Così è legittimo parlare di ere o di epoche senza necessariamente scivolare nella genericità, ma anzi specificamente, riconducendo i tempi a un loro sviluppo ora antropologico, ora sociale ora ideologico, spesso economico, molte volte anche artistico. Si vuol dire che esiste una cronologia dell’arte che, senza sfuggire ai casellari anagrafici, pure da essi prescinde in virtù di altre e più pregnanti ragioni. Chi sa dire quando artisticamente è terminato il Novecento? E la Transavanguardia, tanto per citarne un aspetto molto noto e sicuramente di rilievo, è fenomeno di apertura o di chiusura? E l’attuale Bad Painting è l’epigono di un percorso iniziato negli anni novanta o si configura come cosa assolutamente nuova, propria del XXI secolo?

 

 


Dario Mellone Pittore

di Martina Corgnati

Lasciando spaziare lo sguardo a volo d’uccello sulle ricerche artistiche e sulla produzione del secolo appena trascorso, riconosciamo con una certa frequenza presenze che si caratterizzano per associare la dimensione creativa a quella speculativa, l’arte alla scienza, il pensiero alle forme. Fra queste presenze, minoritarie ma in qualche misura ricorrenti, si annovera quella di Dario Mellone, inventore di immagini discreto e schivo, il cui lungo, intenso e a tratti entusiasmante percorso creativo si è consumato tutto in una riservatezza quasi monastica, lontano da qualunque protagonismo o presenzialismo, all’ombra di una professione affine ma diversa come quella di illustratore per il “Corriere della Sera”.


Dario Mellone
Il cosa delle cose

di Andrea Ciresola - Direttore Museo Dario Mellone

Quale sorpresa ci avrebbe riservato la visione dei movimenti segreti delle aree del lobo occipitale di un artista come Dario Mellone! Un’indagine magnetica potrebbe aiutarci a comprendere qualcosa di più della sua capacità di creare potenti rappresentazioni del mondo che lo circondava e che altri artisti non avevano ancora intuito.
Anticipare è la caratteristica del visionario.

Nel suo immaginario, Dario Mellone coltiva l’ossessione di rappresentare il percorso dell’Uomo verso direzioni che sembrano inevitabili. Ogni creazione è preludio all’ibridazione del corpo umano con la tecnologia. Le opere su tela, i disegni e i profondi anfratti delle installazioni diventano testimoni del futuro.

Partendo dal presupposto che le cose note a tutti non hanno bisogno di essere indagate, una riflessione sulla parabola artistica di Mellone deve affrontare ciò che è sempre rimasto in ombra.
Osservando la sua arte, nutro la speranza di mettere a fuoco il pensiero che la sostiene e le opere che ne derivano.

 


I volti di Dario Mellone

di Dario D’Auria

Avvicinarsi ad un Artista, a pochi centimetri dalle sue opere, scatena emozioni e riflessioni profonde che nessuna immagine riprodotta può destare.

L’opportunità di farlo in un contesto dedicato esclusivamente a lui, quale è Villa Rescalli – Villoresi amplifica questa condizione.

Dario Mellone è senz’altro un artista ribelle da annoverare tra i filosofi dell’arte, perchè è stato in grado di anticipare delle tematiche proprie della Transavanguardia e che, prima, erano passate in sordina nella stessa Avanguardia, movimenti più o meno spontanei, ma sempre supportati da critica e diffusione mediatica, talvolta interessata .


Bibliografia


Autori: Andrea Ciresola, Saverio Paffumi, Valerio Villoresi
Titolo: Da Milano alla Luna viaggio con fermate a richiesta
Edizione: Skira Milano 2003


Autore: Valerio Villoresi
Titolo: Un Giorno nel tempo. Villa Rescalli Villoresi e Fondazione Mellone
Edizione: Congedo 2013


Autore: Paolo Biscottini
Titolo: Dario Mellone
Edizione: Skira Milano 2003

 


Autore: Martina Corgnati
Titolo: Dario Mellone, Antologica
Edizione: EffeErre Milano 2006

Autore: Luigi Cavadini
Titolo: DARIO MELLONE dipinti 1995-1998
Milano, 1998


Autore: Maurizio Cecchetti
Titolo: Dario Mellone “teste e figure” 1990-1995
Edizione: Medusa Cesena, 1995
Edizione: Compagnia del disegno Milano, 1995

Autore: Luigi Cavadini
Titolo: DARIO MELLONE situazioni dinamiche 1990-1992
Cinisello Balsamo, 1993
Titolo: DARIO MELLONE trilogia polimaterica 1967-1976
Cinisello Balsamo, 1993

Autore: Dario Mellone
Titolo: DARIO MELLONE le macchine ammonimento
Comune di Milano – ripartizione cultura 1980

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